Salamanca: cosa vedere in un giorno nella città dorata, tra storia e leggende

Salamanca per me è stata una sorpresa continua, è un concentrato di arte e leggende dietro ogni monumento, io l’ho visitata durante il mio Erasmus in un solo giorno, super intenso. Sono partita da León e ci sono volute solo 2 orette di bus, ma si trova alla stessa distanza anche da Madrid, potete quindi atterrare lì con l’aereo.

Questa bellissima città si trova nella regione Castiglia e León, ed il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1988! Da qui passa anche il cammino di Santiago, in particolare quello definito “cammino de la plata“, in quanto percorre la via de la plata, che nell’epoca romana congiungeva le città Mérida ed Astorga percorrendo la parte occidentale della Spagna. Si tratta di un percorso lungo circa 1000 km che parte da Sevilla in Andalusia, fino ad arrivare a Santiago de Compostela.

Conosciuta anche come “la città dorata“, in quanto la maggior parte dei suoi edifici sono costituiti da piedra franca (conosciuta anche come pietra arenaria) proveniente dalle cave di Villamayor. Quando questo tipo di pietra viene estratto possiede già un colore molto chiaro ma, quando viene illuminata dal sole, acquisisce un caratteristico colore dorato che rende l’atmosfera magica e suggestiva.

La città con non una, ma ben due cattedrali! Nonché culla della lingua spagnola, qui venne infatti compilata la prima grammatica spagnola, e come se non bastasse è sede dell’università più antica e rinomata della Spagna! Questo fa di lei una meta imperdibile, è perfetta per i giovani, perché si respira un clima internazionale dovuto ai tantissimi studenti provenienti da tutto il mondo. Ha due facce complementari tra loro: città ricca di storie, arte e leggende di giorno, città festaiola di notte!

Ora come sempre vi lascio la mia mini guida sui posti da vedere assolutamente, per farvi capire perché merita di essere visitata! Cominciamo

1. Plaza Mayor

Il cuore della città e punto d’incontro per la gente del luogo e viaggiatori, questa piazza è una delle più suggestive d’Europa, in stile barocco. Ha una forma molto particolare perché sembra quasi quadrata, ma in realtà ogni lato ha una lunghezza diversa dall’altro! Costruita tra il 1729 e il 1756 e progettata dall’architetto Alberto Churriguera, è costituita da ben 88 arcate in palazzi colmi di dettagli che ospitano una varietà di locali, bar, ristoranti, negozietti di souvenir e soprattutto la torre dell’orologio del municipio.

Plaza Mayor

Nella piazza, dovete assolutamente entrare al Cafè Novelty, il più antico ed emblematico della città. La sua atmosfera elegante nasconde in realtà oltre un secolo di storia (pensate che è stato aperto nel lontano 1905). Illustri personaggi storici sono stati clienti abituali, all’interno si respira a pieno la cultura e la storia della città e potrete anche affacciarvi sulla terrazza per avere una vista dall’alto sulla piazza. Qui troverete il miglior gelato artigianale e alcuni cibi tipici tra cui le famose crocchette.

2. Cattedrale vecchia e nuova

Ebbene si, questa città vanta ben due cattedrali, che si trovano unite tra loro. La catedral vieja è una delle più famose in Europa, costruita tra il XII e XIII secolo, è un capolavoro architettonico di stile romanico, caratterizzato dalla bellissima cupola famosa in tutto il mondo (conosciuta come “Torre del gallo“). Un monumento armonioso, ricco di dettagli che possono essere ammirati da ogni prospettiva e che la rendono famosa in tutto il mondo. Al suo interno non è da meno, con la meravigliosa pala d’altare quattrocentesca caratterizzata dall’affresco sul giudizio universale di Nicolò Fiorentino e altre cappelle minori come: San Martìn, Santa Barbara e Santa Catalina.

Torre del Gallo della vecchia cattedrale

La catedral nueva, o cattedrale di Santa Maria dell’Assedio, è stata costruita tra il XVI e il XVIII, perché la presenza dell’università fece aumentare a dismisura il numero di fedeli. Un edificio grandioso, a cui si può accedere dalla navata destra della cattedrale vecchia. Caratterizzata dallo stile plateresco (che fonde il tardo gotico con il rinascimentale italiano e un tocco di barocco, dando un risultato estremamente elegante e raffinato). Vi consiglio di passare nelle cappelle Dorada, Todos los Santos e Nuestra Senora de la Soledad. Attirerà sicuramente il vostro sguardo anche l’imponente e bellissima cupola barocca, uno dei più importanti esempi dello stile barocco spagnolo, con un’altezza di ben 80 metri.

Uno degli ingressi della cattedrale

Vi consiglio di salire sulle torri medievali con un tour guidato grazie al quale avrete una splendida vista sulla città e riuscirete ad apprezzare ancor di più i dettagli della cupola e della torre del gallo, nonché a scattare delle foto stupende dalla terrazza della Torre Mocha. Salirete su gradinate strette e sarà piuttosto lungo, ma ci sono degli intervalli in cui ci si ferma a vedere delle stanze in cui sono conservati oggetti dell’epoca medievale, in molte di queste sono esposti antichi strumenti musicali e spartiti, lettere, libri e reliquie religiose, che aiutano ad entrare in quell’epoca della storia spagnola. Il tour vi permetterà anche di vedere il triforio della nuova cattedrale dall’alto, uno spettacolo architettonico tra colonne, archi e un soffitto molto particolare e suggestivo, con motivi floreali ricamati d’oro.

Foto scattata dalla terrazza della Torre Mocha con vista sulla cupola barocca della nuova cattedrale e la torre del gallo della vecchia cattedrale
Triforio e soffitto della cattedrale nuova

Curiosità: nel restauro del 1992, sono stati aggiunti degli elementi un po’ moderni alle decorazioni della facciata principale, più precisamente nella Puerta de Ramos, verso Plaza de Anaya. Si tratterebbe di un piccolo astronauta e di un drago che tiene un cono gelato, sarà divertente cercarli quando vi troverete là davanti!

Facciata principale della nuova cattedrale (Puerta de Ramos)
Ingrandimento dell’astronauta e del drago che mangia un gelato sulla facciata principale

3. Università di Salamanca

Fu fondata nel 1218 e riconosciuta come università nella Carta Magna nel 1254, è pertanto la più antica università di Spagna e la quarta più antica d’Europa. La sua architettura esterna mostra uno stile plateresco, con una facciata ricca di dettagli e decorazioni scultoree che raffigurano eroi mitologici, scene religiose e stemmi araldici. In primo piano troverete un medaglione raffigurante il re Fernando e la regina Isabella, coloro che finanziarono la costruzione della facciata.

Facciata all’ingresso dell’università

Attraversando il Patio de Escuelas Mayores, dove è situata l’università, ci si ritrova davanti un piccolo ingresso, costituito da due archi, che permette di entrare nelle Escuelas menores. Come si può intendere dal nome, qui venivano impartiti insegnamenti minori, materie considerate secondarie a quelle impartite nell’università. Vi ritroverete in un cortile (patio) con giardino meraviglioso, di forma quadrata, circondato da colonne e archi, sormontati da una balaustra in stile barocco. Le antiche aule oggi sono sale di esposizioni, ma una di queste nasconde una meraviglia da non perdere: il cielo di Salamanca, lo trovate esattamente al lato opposto all’ingresso, si tratta dei resti di un murales risalente al 1486, dipinto da Fernando Gallego e raffigurante pianeti, costellazioni, segni zodiacali e stelle che vi faranno sognare. Questo rappresenta solo un terzo del murales originario, ed è stato trasferito in quanto originariamente si trovava nella biblioteca antica dell’università.

Sulla facciata degli edifici universitari potrete notare inoltre alcune scritte rosse, questo perché anticamente i laureati, per festeggiare la fine del percorso universitario, dipingevano frasi con sangue di toro mischiato a terra rossa e olio.

La leggenda della rana: nella facciata principale è nascosta una rana, secondo una leggenda lo studente che la trova senza nessun tipo di aiuto supererà con successo gli esami universitari, per chi non è più uno studente vale comunque come un portafortuna. Una leggenda più antica invece dice che la rana, trovandosi su un teschio, rappresenti la donna e il peccato della lussuria, che al tempo distoglieva gli studenti dal loro dovere di studiare!

La famosa rana sulla facciata dell’università

4. Casa de las conchas (casa delle conchiglie)

Il palazzo più famoso e simbolo di Salamanca (con ingresso gratuito), super caratteristico, in stile plateresco (misto tra tardo gotico e rinascimentale). La sua costruzione iniziò alla fine del XV secolo per ordine di Rodrigo Maldonado de Talavera, ma fu suo figlio Rodrigo Arias Maldonado a vederlo finito. Il nome deriva dalle oltre 300 conchiglie presenti sulla sua facciata, disposte a formare dei rombi, in stile mudejar (caratterizzato da ornamenti e decorazioni utilizzati nell’Iberia islamica).

Perché proprio le conchiglie? Ci sono due teorie: secondo la prima è perché il Maldonado apparteneva all’Ordine di Santiago, il cui simbolo era appunto la conchiglia; la seconda, più romantica é che essendo le conchiglie simbolo nobiliare dei Pimentel, potesse essere un segno d’amore di Don Rodrigo per sua moglie Doña Maria.

Facciata della casa de las conchas

Oltre la facciata, c’è di più! Merita una visita anche il suo cortile, che presenta un pozzo centrale, circondato da colonne e archi caratterizzati da decorazioni in stile mudejar. La Casa de las Conchas è stata costruita per essere utilizzata come casa, simbolo di potere e nobiltà, ma in realtà poi ha avuto altri usi e attualmente ospita una biblioteca e delle esposizioni temporanee. 

Le leggende del palazzo: si dice che la famiglia proprietaria del palazzo nascose sotto una delle conchiglie della facciata dei gioielli, rivelando la presenza del tesoro nascosto ma non la conchiglia in cui si trovasse. Questo avrebbe offerto a chiunque l’opportunità di cercare questi gioielli sotto i gusci e chiunque avesse trovato il tesoro, avrebbe potuto prenderlo insieme al denaro lasciato come cauzione o in caso contrario l’avrebbe persa. Un’altra leggenda dice che gli scantinati della casa de las conchas venissero usati come prigione universitaria per far scontare le sanzioni imposte dai docenti agli studenti più ribelli.

5. Huerto de calixto y melibea

Ricavato da una porzione delle antiche mura romane, è molto più di un romantico giardino in cui rilassarsi con vista sulla splendida cattedrale da una parte e sul fiume Tormes dall’altra!

La leggenda alla base del nome: vedrete che all’ingresso si trova una statua raffigurante La Celestina. Secondo una leggenda, infatti, si ritiene che sia stato questo il luogo in cui avvennero le romantiche e tragiche vicende del famoso romanzo di Fernando de Rojas, noto come tragicomì di Calixto e Melibea. Calixto riuscì a fare innamorare Melibea con l’aiuto della stregoneria della Celestina, ma questa storia d’amore finisce tristemente: Calixto muore mentre scende le scale, mentre Melibea si suicida buttandosi dal balcone della sua residenza dopo aver visto Calixto morto.

Nonostante la triste storia, questo giardino è ancora oggi meta di numerose coppie di innamorati che vi incastonano un lucchetto in segno d’amore.

Statua della Celestina all’ingresso del giardino

6. Convento di San Esteban

Situato in Plaza del Concilio de Trento, a 5 min dalla cattedrale, venne costruito tra il 1524 e il 1610, è un bellissimo edificio che comprende una varietà di stili che vanno dal gotico al tardo barocco, la sua facciata esterna ricca di sculture è un importante esempio dello stile plateresco. Si tratta di un monastero di frati domenicani, con alle spalle tantissima storia: si dice che Cristoforo Colombo abbia alloggiato qui quando discusse la possibilità di raggiungere le Indie con i geografi dell’Università; inoltre qui vennero formati i primi teologi, in quanto inizialmente la teologia non veniva insegnata all’università di Salamanca, ma successivamente venne inserita una cattedra di teologia e furono proprio questi teologi ad insegnare.

Oltre alla splendida facciata, opera di Juan Ribero de Rada e Martín Rodríguez, quando sarete entrati alzate lo sguardo al soffitto e vi stupirete, è una vera opera d’arte, con dei motivi che sembrano ricordare dei fiori, che in alcune zone dell’edificio presentano anche dei medaglioni color oro nelle giunzioni. Mi ha colpito tantissimo il suo chiostro, un giardino circondato da archi e colonne con al centro un piccolo santuario che crea un’atmosfera unica; la pala d’altare dorata principale, opera di José Benito de Churriguera, lascia senza parole per il suo splendore, ma anche tutte le altre pale d’altare presenti lateralmente non sono da meno, vi assicuro che non saprete dove girarvi per tanto splendore. Non perdetevi la particolarissima e unica scala Soto, che non è sostenuta da nessun pilastro o supporto, ma è semplicemente poggiata alle pareti, quasi a sembrare sospesa magicamente. Merita una visita anche il suo coro, con il suo bellissimo affresco chiamato “il Trionfo della Chiesa“, di Antonio Palomino. 

Chiostro del convento di San Esteban
Pala d’altare principale

7. Ponte romano o Puente Mayor del Tormes

Situato a 15 min a piedi dalla Plaza Mayor, venne costruito all’epoca dell’Imperatore Traiano con lo scopo di collegare la parte interna della città con l’esterno passando attraverso il fiume Tormes. Lungo 176 m e largo circa 4 m, è formato da 26 archi e robusti pilastri ed è protetto da una statua di un toro dell’epoca preromana, descritta anche nel famoso libro Lazarillo del Tormes. Sono vari i personaggi famosi che attraversarono questo ponte, tra cui Annibale e il Lazarillo.

Ponte Romano

Vi sono piaciute queste leggende e curiosità su Salamanca? Le conoscevate già? Scrivetemelo nei commenti!

2 pensieri riguardo “Salamanca: cosa vedere in un giorno nella città dorata, tra storia e leggende

  1. Ho sempre sentito parlare di questa città, ma non ne avevo mai visto i dettagli (di presenza o in foto) e sembra proprio dello stile che piace a me!

    Fantastico l’astronauta!!!!!

    Piace a 1 persona

    1. Si è davvero affascinante e piena di storie 🤩

      Piace a 1 persona

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